Ottobiano

Cenni storici

Il territorio di Ottobiano, come altri centri della Lomellina, fu abitato anticamente da Liguri appartenenti alla tribù dei Levi. Successivamente nella zona si insediarono i Celti e poi i Romani. Il toponimo Ottobiano deriverebbe dal latino Octavianum, designante il fondo rustico di una gens Octavia che si era stabilita in questo luogo durante l’epoca della romanizzazione.  Il villaggio di età celtico-romana consisteva in un nucleo abitativo principale ubicato sul dosso delle scuole, al riparo dalle esondazioni del torrente Erbognone. Altri insediamenti, formati da piccole tribù o clan familiari, erano dislocati in altrettante zone dell’odierno territorio comunale quali la cascina Rotorta (in direzione di S. Giorgio) e il fondo Valpersa (situato lungo il bordo della via vecchia per S. Giorgio), come testimoniano i reperti archeologici emersi in tali località tra il 1976 e il 1985. La necropoli della Rotorta, caratterizzata da una quarantina di sepolture, è inquadrabile in un arco di te...

  1. L’esistenza di un castello, a Ottobiano, è documentata nel 1481 dall’atto di vendita del feudo ad un Birago, in cui si parla, come si è già detto, della cessione del “castrum et locum Octabiani comitatus Papiae”. Carte notarili della prima metà del secolo successivo ci fanno sapere che il castello, detto “castrum Vitabiani”, era ben tenuto, aveva un ponte levatoio, un fossato e alcuni edifici annessi. In istrumenti del Seicento, in cui si elencano possedimenti terrieri, si cita una grande casa detta “di castello”. Si può presumere che l’edificio castrense fosse ubicato nel centro del paese, a lato di piazza Italia, dove si trova oggigiorno un caseggiato con le mura spesse e una stanza affrescata, ritenuta dai proprietari la sala d’armi del castello. Una porzione di detto caseggiato è attualmente sede degli uffici comunali.

La chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo

La chiesa parrocchiale di S. Michele Arcangelo, ubicata sul sito in cui sorge quella attuale [1], fu iniziata alla fine del 1500, ma le guerre e le pestilenze non consentirono di continuare i lavori fino al 1743, anno in cui si decise di edificare il campanile, uno dei più alti (55 m.) tutta la Lomellina. Nel 1747, in base ad un nuovo progetto, si iniziò a ricostruire la chiesa dalle fondamenta. L’edificio, a una sola navata, fu ultimato nel 1772. Nel 1901 venne rifatta la facciata e in seguito furono realizzati altri ammodernamenti e abbellimenti.  All’interno della chiesa vi sono cinque altari: l’altare maggiore e quelli del Suffragio, del Carmine, di S. Giuseppe e del Crocefisso.  La sacrestia, edificata negli ultimi anni del XVI sec, presenta, nella trama muraria, frammenti di un antico ossuario a cassetta in serizzo.

  1. In origine la chiesa parrocchiale di Ottobiano era dedicata a S. Maria e si trovava fuori dell’abitato. Essa era attestata già prima dell’anno Mille. In seguito, probabilmente per motivi di sicurezza, si preferì utilizzare come parrocchiale la chiesa di S. Michele (che abbinò il proprio titolo a quello di Santa Maria, in onore della precedente), la quale si trovava sul luogo dove ora sorge la chiesa di S. Rocco. Quando la parrocchiale di S. Michele e S. Maria diventò troppo piccola rispetto al numero degli abitanti, si decise di costruire una chiesa più ampia; sul finire del ‘500 si iniziò così a erigere una nuova parrocchiale, intitolata a S. Michele Arcangelo, ma vicende avverse ne ostacolarono a lungo i lavori. Varie furono poi le fasi di costruzione della chiesa che vediamo oggigiorno.

La chiesa di San Rocco

La chiesa è costituita da due corpi di fabbrica, uno del XV secolo e l’altro del XVIII. Essa contiene alcune belle tele tra cui una, raffigurante S. Michele e S. Rocco ai lati della Vergine, che apparterrebbe alla scuola dell’artista Gaudenzio Ferrari (1475 – 1546). Si dice che la chiesa poggi su fondamenta di epoca longobarda.

I resti del ponte

Lungo la via delle Gallie, nei pressi delle chiuse del torrente Erbognone in località Travacchino Busca, nei periodi di magra affiorano i resti dei piloni di un ponte che, in tempi lontani, permetteva di oltrepassare il torrente.

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Varie

Il Palazzo Municipale e altri punti di interesse

Bibliografia

Elenco di testi e/o siti internet di riferimento:

  • R. Bergamo, Storia dei Comuni, frazioni e parrocchie della Lomellina, Pavia, EMI, 1995.

  • G. Papetti, La necropoli della Rotorta e altri ritrovamenti archeologici, Vigevano, Copygraphic Center, 1987.

  • Sito dei Beni culturali della Regione Lombardia.

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Via delle Gallie in Lomellina

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